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Emblema della Repubblica Italiana

Presidenza del Consiglio dei Ministri

DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITÀ

Rete per le Pari Opportunità

Testata registrata - n. 73/2008 del 26/02/08

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Organismi di genere
Documentazione
CEDAW


La "Convenzione sull'Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione contro le Donne", è la piattaforma che contiene l'enunciazione di tutti i principi fondamentali sui diritti delle donne e alla quale ogni singolo Paese firmatario si dovrebbe uniformare per ciò che concerne la tutela delle donne stessi in materia di lavoro, di maternità e di parità fra i coniugi.

Il documento, articolato in un preambolo e 30 articoli, è stato adottato il 18 dicembre 1979 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e, nel 1981 è entrato in vigore a livello internazionale. Al momento, la Convenzione è stata ratificata da 185 Stati (2009).

La Convenzione:
  • contiene definizioni sulle forme di discriminazioni nei confronti delle donne;
  • impegna gli Stati firmatari ad astenersi da azioni discriminanti in base al sesso;
  • impegna gli Stati firmatari ad adottare provvedimenti per raggiungere l'uguaglianza in tutti i settori;
  • garantisce alla donna parità di diritti nella vita pubblica e politica, nell'acquisizione di cittadinanza diversa da quella di nascita, nell'istruzione, nella vita professionale, nel sistema sanitario, nel diritto matrimoniale e in quello di famiglia.

La Convenzione, all'articolo 17 - Parte V, prevede l'istituzione di un 'Comitato per l'eliminazione della discrimanzione nei confronti della donna' che ha il compito di sorvegliare lo stato di applicazione delle norme da parte degli Stati firmatari.

Il 'Comitato' è composto da 23 membri eletti a scrutinio segreto su una lista di candidati designati dagli Stati parteche possono presentare la candidatura di una persona, scelta tra i propri cittadini.
Ne hanno fatto parte, però, tranne in un caso, sempre e solo donne: esperte economiste, diplomatiche, sociologhe e ciò ha contribuito ad una interpretazione dinamica e creativa delle proprie funzioni da parte del Comitato.

Gli Stati parte hanno l'obbligo di presentare, al 'Comitato', almeno ogni 4 anni, un rapporto in cui sono illustrate le azioni compiute dallo Stato in questione per dare applicazione alle norme in essa contenute ma anche i fattori e le difficoltà che influiscono sul grado di applicazione degli obblighi previsti dalla presente Convenzione.
Il processo di presentazione dei rapporti è pubblico e comunque il 'Comitato' può invitare gli Stati parte a presentare dei 'rapporti'.
Il 'Comitato', inoltre, riceve informazioni in via informale dalle Organizzazioni Non Governative (ONG) le quali possono anche assistere alle sedute del Comitato

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